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Hotel Food Revolution, come cambia la ristorazione in hotel

20/01/2020 - numero Edizione 1584

Oltre venti speaker nazionali e internazionali si danno appuntamento il 22 gennaio a Milano

In pochi anni è passato da semplice servizio offerto ai propri ospiti a elemento di forte appeal, è questa l’evoluzione del food & beverage nel settore dell’hôtellerie. Ad analizzare i trend, i numeri e le case history saranno gli oltre venti speaker nazionali e internazionali che prenderanno parte alla prima edizione di Hotel Food Revolution, che si svolgerà il 22 gennaio alla Fabbrica del Vapore di Milano. Il primo panel, dedicato a una overview di mercato sul mondo ristorativo in hotel, vedrà la partecipazione di Giorgio Palmucci Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, che analizza il fenomeno. “L’enogastronomia - avverte il presidente - sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle esperienze di viaggio e il mondo alberghiero sta sviluppando una grandissima attenzione al food arricchendo l’offerta complessiva. Prodotti tipici locali e a km 0, piatti ricercati, menù degustazione particolari, attenzione alle esigenze alimentari e la conoscenza delle abitudini culinarie degli ospiti internazionali rappresentano una carta vincente per tutte quelle strutture che propongono nel proprio ristorante prodotti dedicati e sempre più vicini alle esigenze della clientela”.
In questo ambito, quindi, molti passi avanti sono già stati fatti, ma è possibile fare una previsione degli scenari futuri che si prospetteranno.
“C’è sempre più attenzione rivolta al settore F&B e oggi più che mai le aziende che intendono offrire un prodotto di qualità studiano con attenzione le tendenze in atto sul mercato per poterne cogliere gusti e stimoli ed offrire così un prodotto tailor made capace di esaudire anche il palato degli ospiti più esigenti  - spiega Palmucci -. L’attuale domanda rivolta al food vede un’attenzione particolare ai prodotti locali, una voglia di riscoprire le ricette tradizionali, un forte impegno alla sostenibilità, rispetto del cibo e attenzione agli inutili sprechi alimentari. Seguire questi trend, proponendo al pubblico prodotti in chiave personalizzata, può rappresentare una buona soluzione per adeguarsi alle attese degli ospiti”.
Ampliando l’orizzonte oltre i confini italiani, magari è possibile prendere qualche interessante spunto per rinforzare la proposta F&B nelle strutture italiane. “Per molti anni la ristorazione alberghiera è rimasta in un cono d’ombra - dichiara ancora - complice anche un assetto normativo che rendeva complesso se non impossibile l’ottenimento di una licenza ai non alloggiati. Oggi il quadro è ancora molto articolato e sicuramente ciò ha penalizzato il confronto con i competitor internazionali che probabilmente godono di alcuni vantaggi legati a minori ristrettezze burocratiche. Detto ciò, l’Italia pur non avendo nulla da invidiare rispetto all’offerta estera (varietà delle materie prime, ricette tipiche locali e storia legata al buon cibo rappresentano un bagaglio inestimabile) può certamente trarre spunti interessanti da quelle realtà che si confrontano costantemente con un pubblico ampio e diversificato fuori dai nostri confini. Il confronto non tanto nello stile della cucina adottata, ma nel saper carpire novità e tendenze, con un occhio attento anche alla scelta degli spazi dedicati, al carattere degli ambienti che accolgono gli ospiti e nello stile degli arredi utilizzati”.
Punti di forza che certamente non mancano al nostro Paese e che, quindi, potrebbero incrementare l’appeal dell’Italia agli occhi dei turisti stranieri.
“Dall’approvvigionamento delle materie prime, alla manutenzione degli spazi; dalla scelta degli elettrodomestici necessari all’attività ristorativa, alla manutenzione degli stessi; dal coinvolgimento dell’executive chef a tutti coloro i quali supportano il servizio fuori e dentro le cucine; il ristorante d’hotel entra in contatto con una serie infinita di altre attività stimolando l’intero indotto. Se la scelta di approvvigionamento poi ricade su prodotti tipici e a km 0, il ristorante in hotel può fungere da collegamento per far conoscere agli ospiti seduti a tavola le tipicità dei nostri luoghi diffondendo le bontà del nostro Belpaese”,conclude Palmucci.            .                                       



Sveva Faldella

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