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Montagna estiva: eventi e vacanze attive

15/05/2017 - numero Edizione 1526

Fattore meteo elemento condizionante per presenze e fatturato

Dalle colazioni in malga ai concerti ad alta quota all’alba. Cambia il turista italiano di montagna. Da qualche anno sta emergendo un ritratto nuovo, più dinamico e non per forza legato allo sci invernale per chi sceglie una vacanza montana. Se il grosso del turismo si concentra sulla neve, anche l’estate in montagna cresce come proposta. Si tratta di un turismo più esperienziale, che si lega quindi in modo prioritario alle esperienze da vivere nella natura. Il calendario di eventi che le  regioni hanno messo in campo negli ultimi anni, tra arco alpino e Appennini, ha contribuito a questo cambiamento. Secondo l’Osservatorio Skipass Panorama sul turismo di montagna, realizzato  da Jfc, il bilancio della scorsa estate è stato positivo. La stagione in arrivo genera quindi altrettante attese positive: tutti, però, sono consapevoli della forte dipendenza dal fattore meteo, che continua ad essere l’elemento condizionante per le presenze e il fatturato. Funzionali sono quindi gli eventi, soprattutto di carattere culturale e sportivo, che aiutano a dare diverse motivazioni di viaggio ai visitatori. “Per l’estate si prevede un incremento di presenze del +2,3% a livello nazionale. Tra le tendenze rile- vate, notiamo un rinnovato interesse per gli appartamenti di qualità ed un’aumentata programmazione da parte dei tour operator sul prodotto montagna estiva. Continua, al contrario, la difficoltà per le destinazioni montane a conquistare nuovo market share internazionale” ha detto a Guida Viaggi Massimo Feruzzi, amministratore di Jfc e responsabile di Skipass Panorama Turismo. A fine aprile, l’istituto di ricerca registra un incremento di prenotazioni per l’estate del 7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sempre a livello nazionale.
Occorre però considerare che il peso delle prenotazioni estive che si hanno a fine aprile non supera il 16% del totale della stagione, in quanto la maggior parte delle prenotazioni è last minute, sotto data. Questo però potrebbe bastare a creare negli operatori attese positive: infatti il 17,2% afferma di attendere un aumento per la prossima stagione estiva, mentre solo il 3,4% si attende valori in negativo.
Un nodo importante sono però gli investimenti. Nel report annuale pubblicato a febbraio scorso sul periodico online Impresa Turismo, edito dall’Isnart, l’Istituto nazionale di ricerche sul Turismo di Unioncamere, a frenare il turismo di montagna sarebbero gli investimenti: stando ai dati Isnart, solo il 13,2% delle imprese della montagna ha effettuato investimenti nel 2016, per un valore che sfiora in media i 55 mila euro, pari in media al 30,2% del fatturato.
Le imprese ricettive della montagna mostrano una performance di vendite nel 2016 superiore in media annua a quella della media nazionale: 46,1% contro il 42% del dato Italia. Nel 2017 circa la metà degli interpellati da Isnart (48,4%) ha dichiarato di non poter garantire investimenti nell’arco del 2017, e che solo il 5,6% può già prevederne. Certamente va meglio in quelle regioni, le cui istituzioni investono e aiutano l’imprenditoria turistica di montagna con promozioni coordinate e facilitazioni sulle ristrutturazioni, tenendo conto che la maggior parte delle attività sono a gestione familiare.
E’ il caso del Trentino, che per la prossima estate ha appena presentato “Le Alpi in stile italiano”, la nuova campagna estiva realizzata da Trentino Marketing. Stando ai dati dell’assessorato al turismo, questo settore economico  solo in estate produce oltre 1 miliardo e 500 mila euro di Pil della regione. Una buona ragione per proporre anche nei mesi più caldi numerosi eventi e attività. Soprattutto per il target familiare.                                     



Alessandra Gesuelli

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