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Le polizze nel mirino dell’Ivass

15/05/2017 - numero Edizione 1526

Fondo di garanzia: tutele a rischio per consumatori e agenzie 

I viaggiatori italiani con pacchetti turistici rischiano di non essere garantiti. Nel mirino dell’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, ci sono due prodotti assicurativi. Il tutto è partito nel novembre del 2016, quando Assoviaggi Confesercenti ha chiesto all’Ivass se le polizze assicurative contro il rischio di insolvenza/fallimento di due tra le principali compagnie del settore turistico fossero “coerenti con le normative previste dal Codice del turismo”, spiega il presidente, Gianni Rebecchi. A seguito di ciò l’Ivass “avvia un’istruttoria e a metà febbraio del 2017 invia alle compagnie assicurative due provvedimenti di contestazione in quanto i prodotti immessi sul mercato non prestano le garanzie necessarie a tutelare il viaggiatore secondo quanto stabilito dal Codice del turismo”. Ecco i punti sostanziali emersi: “L'incompletezza delle informazioni fornite dall'adv all'assicuratore può determinare il venire meno della garanzia a danno del consumatore/turista”. Inoltre, continua Rebecchi “le adv che hanno sottoscritto queste polizze non sanno che hanno l'obbligo, da contratto, di informare i turisti di quali siano le circostanze che rendono invalida la garanzia. Addirittura, uno dei due prodotti contestati da Ivass esclude dalla garanzia i clienti/turisti non residenti in Italia, causando una grave limitazione a danno delle adv che hanno acquistato le polizze. A seguito dell'indagine di Ivass, risulta che le adv che hanno sottoscritto queste polizze non sono in regola con gli obblighi di legge”. Quante adv ad oggi hanno sottoscritto polizze non conformi sottoscritte già dal 2016? e quanti milioni di viaggiatori sono partiti o partiranno senza queste garanzie fondamentali? L’Ivass il 16 marzo ha richiamato tutte le compagnie assicurative, per comunicare la necessità di realizzare prodotti con la massima attenzione. Secondo Francesco Sottosanti, direttore nazionale Fto, il campo va allargato anche “a strumenti che non si definiscono polizze, ma ‘fondi’ in quanto l’Ivass è intervenuta sui propri soci, quindi le compagnie di assicurazione, mentre esistono anche fondi che utilizzano polizze assicurative cumulative a copertura dei propri soci”. Dal canto suo Michele Cossa, a.d. di Borghini e Cossa S.r.l. - Insurance Broker, si dice personalmente “contento che l’Ivass svolga la propria azione di controllo e regolamentazione del mercato assicurativo”, semmai il suo “rammarico è che lo stesso non avvenga nei confronti dei vari fondi che si sono via via costituiti in forme giuridiche diverse: in questo caso non esiste alcuna autorità di controllo o norma di riferimento”. La lettera dell’Ivass al mercato è vista come “un importantissimo primo passo di un ente ufficiale atto a chiarire alcuni punti e che per tanto deve essere preso con estrema soddisfazione da parte di tutti”, sottolinea Christian Garrone, a.d. di I4T. Anche nel suo caso “il rammarico è che questi primi paletti siano applicabili solo alle polizze, che non sono gli unici strumenti presenti nel mercato”. 

Cosa non va
Informative inidonee, generiche, decontestualizzate. Polizze svuotate di contenuto. L’Ivass si esprime così. Cosa non funziona? “La verifica ha evidenziato alcune criticità quali la non conformità alla legge di condizioni che prevedono un regime di opponibilità ai viaggiatori di vicende contrattuali tra assicurazione e agenzie - spiega Sottosanti - o di clausole che limitano la copertura a viaggio non iniziato, massimali non congrui, doveri di consegna della documentazione precontrattuale e contrattuale ai viaggiatori assicurati”.

La situazione oggi
A quanto risulta le compagnie di assicurazione avevano tempo 60 giorni per apportare le modifiche da quando sono state date le indicazioni sui cambiamenti. Pertanto ora dovrebbero essere in regola. Qui il caso è un po’ controverso, in quanto ad oggi Assoviaggi non ha visto “che i contratti siano stati regolarizzati. Pare che non sia possibile prendere visione delle modifiche delle condizioni contrattuali - dice Rebecchi -. Non abbiamo novità sul fatto che questi prodotti, per il futuro, siano stati adeguati, ma in ogni caso ci sono centinaia e centinaia di adv che hanno acquistato le polizze prima delle modifiche che non sono a norma e, allo stesso tempo, ci saranno migliaia di turisti che continueranno a partire senza alcuna tutela, è un gioco a catena delicato. Siamo contenti di aver contribuito al ripristino delle regole - dice Rebecchi -, l’auspicio è che le due compagnie provvedano ad adeguare anche le polizze, vuote di contenuto, vendute prima dell'intervento di Ivass”.
Anche Fto non ha notizie in merito. Diversamente, a Borghini e Cossa risulta che “entrambe siano al lavoro per modificare i loro prodotti”. Positiva la visione di Garrone: “Sicuramente tutte le compagnie si dovranno adeguare oppure, se le richieste stravolgono il senso della loro polizza, annullare le polizze, restituendo il premio. Per quanto mi è noto Ima (una delle due compagnie denunciate) ha già apportate le modifiche richieste”.

I prodotti sul mercato
Quanti prodotti assicurativi sono sul mercato dall’abolizione del fondo di garanzia? Sottosanti distingue “tra polizze assicurative proposte direttamente all’operatore e polizze assicurative inserite a garanzia cumulativa di Fondi privati. Le proposte di polizze pure dovrebbero essere tra le 3 e le 5”. Garrone parla di 4 prodotti, “Bookingsicuro con Cbl, Ima, Filo diretto ed una polizza esclusiva per un network, ma prevediamo delle new entry entro fine anno”. Attenzione, perchè quando chiediamo se ci sono altre polizze non conformi sul mercato, Borghini e Cossa ritiene che “almeno un altro prodotto assicurativo abbia grossi limiti per quanto riguarda il massimale che mette a disposizione delle adv/t.o. contraenti”.

Quante adv
si sono adeguate?

Secondo alcuni un 40% del mercato agenziale si è adeguato, secondo altri il dato è più alto. “La nostra sensazione è che siamo al 50% del mercato - dice Garrone -. Le adv che si adeguano sono tendenzialmente quelle la cui regione ha chiesto di mandare una copia della garanzia”. Per quanto riguarda il settore delle adv “dati non ufficiali affermano che solo il 40/45% è dotato di uno strumento di copertura dal rischio - dice Sottosanti -, di questo circa un 15% si sarebbe affidato direttamente alle compagnie di assicurazione”. A Borghini e Cossa risulta che “non più di 3.000/3.500 adv e t.o. abbiano provveduto a stipulare una polizza o ad aderire ad un fondo”. Nel caso delle polizze oggetto di richiamo da parte dell’Ivass non si può sapere in quanti abbiano aderito, “anche perché ‘ufficialmente’ non sono stati divulgati i nominativi”, dice Sottosanti. A tal proposito Garrone osserva che “è un dato difficile da dire, ma se dovessi dare un numero direi un po’ meno di mille”. La situazione si complica alla luce della nuova direttiva europea sui pacchetti turistici, che deve essere recepita entro il 31 dicembre 2017. “Il Mibact ci convocherà a breve per discutere il recepimento della nuova direttiva - fa presente Rebecchi -, che farà chiarezza anche sul tema del fondo di garanzia”. Il fatto che circa il 60% del mercato sia ancora “fuori legge e passibile di chiusura dell’attività”, è riconducibile anche ad una condizione di “confusione complice la mancanza istituzionale, nazionale e locale, di chiarezza. Le leggi vanno rispettate - ammonisce Sottosanti -, ma bisogna anche istituzionalmente fornirne una chiara lettura”.

Cosa fanno le regioni
Un passaggio importante è quello relativo alle regioni, che dovranno modificare gli ordinamenti legislativi delle leggi sul turismo. “Ad oggi poche lo hanno fatto. L’ultima è stata la Toscana”, dice Rebecchi. L’augurio è che il ministero, con il recepimento, “possa far uniformare le regioni, che dovranno recepire la norma Ue”. Quanto ai controlli, le regioni che li hanno attivati sono poche. In alcune “l’onere è stato demandato alle provincie”, afferma Sottosanti.  Cossa distingue tra “l’essersi attivate e l’aver anche fatto i controlli. In ordine di apparizione hanno scritto alle adv la Provincia di Padova, Firenze, la Provincia di Verona, il Comune di Udine, la Liguria, la Lombardia e, recentemente, la Sicilia”. Però, “solo Comune di Udine, Liguria e Sicilia hanno dato un termine tassativo entro il quale inviare la prova di aver stipulato una polizza o aderito ad un fondo, inoltre, la Toscana ha emanato la nuova Legge Regionale dove chiarisce le sanzioni”.                  



Stefania Vicini

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