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Per le agenzie una strategia di conversione

15/05/2017 - numero Edizione 1526

"Le agenzie di viaggi in Medio Oriente hanno l'opportunità di ricatturare i clienti precedentemente lasciati alle Ota, ma dovranno convergere le operazioni su piattaforme digitali e sui social media". E' questa la visione di Benjo Van Laar Hoven, ceo di Prizm Inc., che ha spronato il trade ad incontrare i clienti attraverso i canali social. Un destino, quello individuato dal consulente, non molto diverso da quello che attende il mondo occidentale, come ha ammesso lui stesso.
"Questa parte del mondo ha un alto numero di agenzie, ma il 50% di esse rischia di perdere il business nei prossimi 5 anni se non convertirà il proprio modello di business", ha affermato, ricordando come nel mondo il trade abbia perso progressivamente ricavi a causa del predominio delle piattaforme online.
Tuttavia, secondo dati pubblicati a gennaio 2017, la penetrazione di internet nell'area del Golfo cresce ad un ritmo annuo del 15% e si avvicina al raggiungimento dei 150 milioni di connessioni. Il web, abbinato all'uso dei social media, potrà fornire interessanti opportunità alle agenzie dell'area che si confrontano con un pubblico composto da ben 12,8 milioni di millennial. "Prima dell'emergenza Ota le agenzie ricevevano il 9% di commissione per la vendita di ogni singolo biglietto, mentre oggi devono vendere dozzine di ticket al giorno per generare gli stessi introiti", ha aggiunto.
Secondo il manager lo shift digitale servirà in primo luogo a capire che tipo di cliente serve l'agenzia e di conseguenza attrezzarsi con gli strumenti giusti, come sistema di prenotazione digitale e pagamento online per la generazione Y. "Molti hotel e vettori hanno creato una customer experience online che non riesce a rispondere appieno alla richiesta di servizio dei clienti e per le agenzie è una buona opportunità quella di colmare offline quello che l'online non è in grado di garantire".                              

Katara Hospitality guarda a Usa, Africa e Asia

Badate bene, la strategia di espansione di Katara Hospitality non si ferma e resta focalizzata sia sul palcoscenico locale che internazionale, dove è presente in Europa (in Italia con due hotel iconici a Milano e a Roma),  Africa e Asia, ma non ci si deve aspettare in futuro una grossa attenzione rivolta al mercato del Vecchio Continente, tanto meno all’Italia. Le mire ora sono rivolte a Nord America, Africa e Far East. “In Europa potrebbe esserci una novità in Spagna – annuncia l’azienda – mentre in Svizzera abbiamo di recente rivisto il modello alberghiero di alcune strutture. Il nostro obiettivo è quello di rinnovare alberghi già esistenti piuttosto che realizzarne dei nuovi”.
Durante gli ultimi due anni il gruppo ha praticamente triplicato il suo portafoglio di proprietà raggiungendo le 30 strutture nel 2016 e ora il prossimo obiettivo strategico è altrettanto ambizioso: “Vogliamo contare 60 proprietà entro il 2026”, spiega il gruppo in una nota. Esperto nell’area dell’asset management, il gruppo è anche sviluppatore. Tra le nuove aperture, hotel di lusso e residence in Qatar e un palace hotel in Marocco.                                  



Laura Dominici

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