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Bilanci t.o: le imprese non diventano più “big”

17/04/2017 - numero Edizione 1524

Evoluzione in atto, gli operatori sempre più provider di servizi

“I big crescono, ma non ci sono più le imprese che diventano big”. E’ la fotografia del tour operating scattata da Pierluigi Fiorentino, consulente fiscale di Fto aderente a Confturismo / Confcommercio. La base da cui parte è l’analisi dei bilanci 2015 di 61 t.o, tra i principali che lo hanno depositato nella Camera di Commercio italiana e che non hanno sede all'estero. I numeri rivelano i cambiamenti avvenuti. A partire dal fatto che nelle precedenti indagini i t.o. analizzati erano “circa 80”. Il calo è dovuto al fatto che “alcuni hanno scelto di delocalizzare la sede, un fenomeno sempre più accentuato”. Il recente convegno “I bilanci dei tour operator spiegati, siamo alla svolta” è stata l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte della produzione. L’e-same sui bilanci 2015 ha evidenziato che il valore della produzione è di circa 6,8 miliardi di euro. Solo 4 operatori superano i 100 mln di fatturato. “Un dato che fa riflettere visto che negli anni passati erano almeno una decina”. Inoltre, le imprese di minori dimensioni, 15-30 mln di euro, “hanno subito un decremento di fatturato, non essendo riuscite a catturare una fascia di clientela che è sfuggita. Tra le cause i fatti geopolitici che hanno comportato una riduzione dei passeggeri”. Nonostante ciò la media evidenzia un incremento di circa il 3,5% sul totale del fatturato rispetto al volume del 2014. La redditività segna valori negativi del reddito nella fascia di aziende da 15 a 30 milioni di euro di valore della produzione. “E' buona per i big e per i t.o. più piccoli, meno per quegli operatori che sono in mezzo, che hanno sofferto a seguito della contrazione delle vendite e in termini di marginalità”. Le imprese che fatturano fino a 15 milioni, che presentano bilanci in utile, registrano il decremento di valore della produzione dell’8,5% (-3% l’anno precedente).

La case history
virtuosa

Tra i 4 operatori che superano i 100 mln di fatturato c'è Veratour. Presente al tavolo dei relatori, l'a.d. Carlo Pompili per svelare il segreto di un successo che vede 27 bilanci chiusi in positivo. Criteri di gestione semplici e chiari, specializzazione, razionalità, coerenza, serietà nel rapporto con i fornitori, pochi dirigenti e molti quadri, (capi settore), ma soprattutto una contabilità analitica del villaggio sono i segreti che il manager svela con una semplicità disarmante, ma altrettanto convincente, mettendo al primo posto dell’elenco la presenza dei figli in azienda e lo staff motivato. Il tutto porta alla crescita. “Finora abbiamo fatto buoni esercizi sotto il profilo della marginalità, ma per quanto riguarda il fatturato siamo rimasti un pochino fermi da 3/4 anni a seguito del prodotto Egitto e Tunisia. Il 2017 si apre sotto i migliori auspici”.

La terra di mezzo
Cosa succede, invece, ai t.o. della terra di mezzo? Devono fare un salto di qualità, perché si trovano tra due mondi che stanno andando per la loro strada. In che senso? Nel senso che “alcuni t.o. stanno diventando provider di servizi di vario tipo, sono dotati della loro piattaforma e diventano delle piccole Ota”, afferma Massimo Caravita, vicepresidente Marsupio Group. I tempi danno ragione al manager, attestando sempre di più l’affermarsi di una tendenza che lui stesso individuò un paio di anni fa definendola “Olto b2b”. Un neologismo, che sta per Online tour operator, ardito per dare identità ad un fenomeno che si sta sempre più radicando. Chi è l’Olto? E’ il t.o. che fa il “fornitore dinamico in grado di poter offrire tutto, il solo hotel, la sola escursione, i soli biglietti, un service provider”. E’ in grado di modulare i servizi che servono alle adv. Perchè accade ciò? perchè i t.o. “aggiungono sempre di più nuovi servizi, sancendo la fine dell'era del t.o. tradizionale generalista”, a favore di due altri format. Uno è quello “dell'operatore specializzato come provider di servizi, l’altro è colui che si distingue in quanto è in possesso di prodotto proprio”. Nella terra di mezzo si trovano quelle aziende che devono decidere cosa fare. “Il generalista o dà il tailor made o fa investimenti più forti per essere indispensabile”. La domanda è se esista la stessa fiducia da parte delle adv ad acquistare “a pezzetti” sulle online travel agency b2b rispetto ad un t.o. che ha fatto un lavoro di garanzia e verifica? 



Stefania Vicini

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