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Luxury tourism, Italia al top

17/04/2017 - numero Edizione 1524

Un mercato da trecento miliardi di euro annui, con trend di crescita del +6,2% annuo per i prossimi dieci anni contro un +4,5% del settore nel suo complesso.
Sono i numeri del luxury tourism, un mercato in decisa espansione e che è stato oggetto di un approfondimento tematico.
“Oggi nel settore del lusso i valori importanti non sono più tanto il costo e l’esclusività, quanto l’eccellenza del prodotto e la personalizzazione dell’offerta, elementi importantissimi anche per anticipare tendenze e comportamenti di consumo che in futuro riguarderanno l’intero settore turistico”, ha spiegato Magda Antonioli, direttrice del master in economia del turismo alla Bocconi di Milano. Il target è molto chiaro: “Individuiamo gli hnwi – high net worth individuals – che possiedono più di un milione di dollari, sono circa 14 milioni nel mondo e provengono soprattutto da Usa, Giappone, Germania e Cina; la seconda categoria è invece quella dei billionaire, l’élite composta dalle 1.200 personalità con un patrimonio superiore al miliardo di dollari, di nazionalità soprattutto statunitense, cinese, indiana e russa”. Cosa cercano i super ricchi per le loro vacanze? “Soprattutto esperienze – risponde Antonioli - che rappresentano il 55% della spesa complessiva, che per fare un esempio è in media di 3.200 euro a persona per un hnwi: sono esperienze del tipo money-can’t-buy legate a settori quali l’enogastronomia, l’arte, lo shopping, il wellness e gli sport estremi”.

Le tipologie di viaggio
“Quanto alla tipologia di viaggio – ha continuato Antonioli – per gran parte (74%) si tratta di turismo leisure interessato a tour, short break urbani, crociere, destinazioni mare: quello luxury è un target abituato a standard altissimi, che chiede di trovare anche in vacanza”. La docente della Bocconi ha poi illustrato un breve focus sull’Italia: “Il nostro Paese si conferma il top of mind per i luxury travel, con le classifiche di Virtuoso, Travel leaders group e Traveller made che sono concordi nel premiarci come destinazione più desiderata in assoluto. A questo – ha concluso Antonioli – va aggiunto che il 10% del fatturato luxury è prodotto da aziende italiane, e che il comparto impiega oltre 550.000 addetti”.
Barbara Rohner, direttore del Magna pars suites di Milano, e Pier Domenico Gallo, presidente del Relais San Maurizio di Santo Stefano Belbo, hanno confermato l’importanza della personalizzazione e dei tour esperienziali per un settore che oggi vale 1 euro ogni 8 spesi complessivamente per il turismo.   
 



Gianluca Miserendino

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